native advertising

pubblicato il 6 ottobre 2014 in Comunicazione /

La pubblicità sta attraversando un periodo di profondo cambiamento.

Pubblicità e Persuasione sono diventati sovrapponibili.

Come in un’equazione sempre più naturale, il marketing coincide sempre più apertamente con la conversazione, l’influenza, la persuasione attraverso contenuti originali, interessanti, ma soprattutto centrati su uno specifico tema.

Viceversa il marketing si allontana velocemente dalle tradizionali tecniche dell’interferenza, della pressione, che erano finalizzate ad instillare nella testa delle persone un determinato rapporto di causa-effetto: vedo o ricevo il messaggio di marketing e compio una determinata azione.

Secondo alcune ricerche statunitensi e alcuni seminari pare infatti che il 2014 sarà l’anno della Native Advertising.

Ma di cosa stiamo parlando?

Il native advertising è contenuto sponsorizzato promosso e visualizzato in una forma che non “spezzi” la user experience tipica del sito che si sta consultando (una delle cose più fastidiose della pubblicità classica). Questo nuovo tipo di advertising è caratterizzato da una natura ibrida tra “pubblicità” e “informazione”, proprio per questo possiamo definire i vecchi canoni da cui si allontana:

  • Non è un pubbliredazionale, non cita il brand, ma crea una comunicazione coinvolgente in linea con gli interessi degli utenti
  • ­Non è pubblicità occulta, ma dichiara che i contenuti sono offerti dal Brand, in un rapporto premiante di trasparenza con l’utente
  • Non è una semplice sponsorizzazione, il Native è costruito ad hoc per portare i lettori nel territorio di comunicazione del brand
  • Non è invasivo, bensì è progettato con un perfetto equilibrio tra contenuto e branded template

Dal punto di vista dello scopo, in luogo di attirare semplicemente l’attenzione (e possibilmente i click) di un utente, il native advertising vuole creare engagement.

Quali sono le caratteristiche per una campagna perfetta di Native Advertising?

  • Un contenuto appassionante per l’utente che possa essere condiviso con i suoi amici e amplifichi, incrementi e migliori la percezione del brand.
  • Un prodotto editoriale realizzato su misura con un template personalizzato integrato nelle nostre piattaforme di distribuzione e fruibile anche da mobile
  • Informazione offerta da un brand che si propone come punto di riferimento per quel settore

E’ un modo intelligente e aperto per attirare l’attenzione, intrattenere con contenuti di qualità e usarli, anche, per fare marketing, senza fare pubblicità.

Non servono più campagne di marketing o meglio: non servono soltanto massicce campagne di advertising a pagamento per spingere a tutta forza un messaggio promozionale.

Servono comunque budget e investimenti, possono anche servire gli ads a pagamento, ma questi sono “involucri”, contenitori che devono il successo della loro ricezione soltanto alla qualità, all’interesse, all’originalità dei contenuti. Il messaggio è il medium e non più viceversa.

In sintesi, quali sono i vantaggi del native advertising?

  1. La pubblicità occupa una parte minima rispetto al contenuto originale
  2. Il messaggio non è il marketing, ma trasmettere gratuitamente quel contenuto originale
  3. Si aprono enormi spazi per collocare il native advertising: il New York Times sta potenziando il suo brand col native advertising
  4. È un nuovo orizzonte per il rapporto tra giornali e aziende: i primi possono tutelare la loro professionalità e creatività, mentre le seconde ne traggono un guadagno di prestigio e visibilità

Per  Solve Media entro il 2016 ci sarà il boom degli investimenti per questa nuova leva del web marketing.

Nello specifico:

  • investimenti per 3 miliardi di dollari stimati entro il 2016;
  • 70% dei creativi afferma che la User Experience è la forza del native advertising;
  • il 14.3% dei publisher sono propensi a sperimentare questo sistema;
  • il 57% degli investitori punterebbero subito su questo nuovo tipo di advertising;
  • il 59% delle agenzie pubblicitarie credono nelle potenzialità di questo nuovo mezzo, ma solo il 49% sarebbe disposto a sperimentarle nell’immediato.

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