pubblicato il 5 giugno 2015 in Comunicazione & Internazionalizzazione /

Ritenuta una delle più importanti “capitali” al mondo, la città di Miami è diventata recentemente scenario privilegiato di un frenetico movimento di capitali, mobili e immobili, e investimenti “a buon rendere”.

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Le 11 ore di volo che separano il nostro paese dal “The Sunshine State” non hanno impedito a numerose comunità di Italiani di indossare costume e occhiali da sole per farsi un giro tra le opportunità e le occasioni del luogo.

E ne hanno tutte le ragioni!…dato che sempre più investitori, sia nostri compatrioti che stranieri, prendono in considerazione l’acquisto di una “seconda” casa nella città dell’estate perenne. Infatti il clima favorevole, i grandi spazi, la vita notturna, il raffinato mercato dell’arte e della ristorazione, sono tutti elementi che già da tempo hanno conquistato gli stessi US citizens; gli stessi che fino a pochi decenni fa consideravano la città esclusivamente come un villaggio vacanze. Miami era, ed è ancora oggi, meta favorita sia dei giovani collegiali, per le vacanze estive e lo spring break, sia dei “giovani anziani”, che lasciano gli stati freddi del Nord per migrare verso il “corno d’America” e trascorrere lì i loro anni pensionistici.

La crescita smisurata del mercato immobiliare ha poi cambiato radicalmente la situazione surclassando l’ormai datata immagine vacanziera della città.

Difficile crederlo ma il boom immobiliare è cominciato proprio durante la crisi americana del 2008. In quegli anni le banche avevano la necessità di mettere sul mercato tutti gli immobili degli acquirenti che non riuscivano a pagarne i mutui. Così facendo ne determinarono il crollo dei prezzi, dando la possibilità agli investitori di fare offerte molto ridotte e comprare tutto con pochi gettoni. Ma pur di vendere per incassare un po’ di soldi, il gioco valeva la candela.miami

Oggi i prezzi stanno lentamente risalendo la china seguendo una una legge di mercato che ben conosciamo: aumenta la domanda e la quantità domandata, e di conseguenza aumenta l’offerta e la quantità offerta.

Lo splendido skyline, le incantevoli spiagge, lo stile di vita cool e easy-living, il vantaggioso sistema fiscale, sono tutti elementi che hanno supportato il boom immobiliare dirigendo gli investitori prevalentemente all’acquisto di appartamenti di lusso. I nuovi edifici e condomini hanno infatti conquistato il pubblico non solo per i loro prezzi “accessibili”, ma anche per tutto l’insieme di comodità e servizi – in aggiunta alle meravigliose viste sull’oceano e sulla città – che questi stabilimenti hanno da offrire. Non sono da meno anche gli spazi commerciali e di intrattenimento, gli eccellenti servizi sanitari e i ristoranti di prima classe, che sono i connotati di un mercato robusto e valido a tal punto da garantire uno stile di vita fastoso.

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In molti hanno assaltato la contea spalmandosi nei quartieri dai più differenti scenari: alcuni tra questi, South Beach, North Miami Beach, Bal Harbour, Sunny Isles Beach, Brickell (Downtown Miami), Miami Beach, Coconut Grove, Coral Gables. Se vi avanzasse qualche moneta da investire potreste considerare i primi sei, che si classificano tra i quartieri più esclusivi – con terrazze fronte mare, attrazioni notturne, grattacieli e banche – e tra i più gettonati dagli acquirenti italiani. Gli ultimi due invece consistono per lo più in ville e abitazioni familiari che si stagliano all’interno di un quadro dominato da intriganti foreste tropicali e, sebbene si allontanino di molto dagli interessi dei “mangia-spaghetti”, costituiscono anch’essi delle ottime opportunità di investimento. 

Pertanto, abbiamo a che fare con un mercato in piena evoluzione, un mercato in cui girano banconote provenienti da tutto il mondo, in cui il turismo registra livelli da record e produce un costante movimento di capitali e persone. Un contesto fervido, vivace, brillante, che forse non assicura nel breve termine una rendita a vita, ma favorisce nel lungo termine una vita di rendita.

Quindi, è meglio andare in vacanza o vivere a Miami? Beh…con questi presupposti…

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